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mercoledì 24 febbraio 2016
VOTA SI AL REFERENDUM NOTRIV-->>> INIZIA LA CAMPAGNA REFERENDARIA PER NON SOSTENERE IL FOSSILE RENZI: SI A UN FUTURO SOSTENIBILE
Oggi a Noto( Sicilia) alle ore 17,30 presso l'Ass. Sciami in via Rocco Pirri n.34 Prima Riunione organizzativa della Campagna Referendaria NOTRIV a cura del Coordinamento Notriv Sicilia Sud Orientale.
sabato 14 novembre 2015
comunicato stampa sull'ASSEMBLRA NOTRIV a Roma dell'8 nov 2015
Comunicato StampaAL VIA LE ATTIVITA’ DEL COSTITUENDOCOMITATO REFERENDARIO NASCENTEDALL’ASSEMBLEA NAZIONALE “VERSO IL REFERENDUM NO TRIV”Domenica 8 novembre si è chiusa con una straordinaria partecipazione civica, associativa e movimentista e con la definizione delle iniziali attività operative del costituendo comitato referendario a sostegno della futura campagna, il primo appuntamento assembleare italiano convocato dal Coordinamento nazionale No Triv e dalle centinaia di organizzazioni aderenti alla iniziativa, dopo il deposito in Cassazione dei quesiti referendari abrogativi contro le trivellazioni in mare e su terraferma.Presso i locali dell’Ex Snia, al Parco delle Energie di Roma, l’assemblea ha dato il via ad un lavoro preparatorio teso alla costituzione di una organizzazione coordinata e democratica tra associazioni nazionali e locali, movimenti e comitati che sia espressione ampia della società civile e che articoli e condivida azioni comuni a sostegno della prossima “campagna” nazionale.In attesa dei pronunciamenti della Corte di Cassazione e della Consulta sui sei quesiti promossi dalle centinaia di realtà associative, che hanno raggiunto il placet unanime della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee elettive regionali a settembre, ed a cui hanno fatto seguito le dieci delibere per il referendum da parte di altrettante regioni, il costituendo comitato referendario ha riaffermando la necessità primaria di creare una ampia rete sociale partecipata e trasversale che conduca l’iniziativa, pianificando sin a da subito le prime strategie comuni.Fondamentale sarà tenere sempre presente che l’unione delle tante lotte territoriali, la connessione con le organizzazioni impegnate nelle campagne referendarie di prossima definizione - a partire da quella per il “No”al referendum confermativo sulla Riforma Costituzionale – il funzionale rapporto con le organizzazioni politiche e sindacali sostenitrici, con i Delegati regionali e con la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Provincie autonome, rappresentano canali di relazione attorno ai quali muovere per la costruzione di un percorso unitario, democratico, partecipato e vincente, finalizzato al raggiungimento del quorum ed al successo del “Sì” alle abrogazioni proposte.Ampio spazio durante la mattinata è stato dedicato alle relazioni degli intervenuti, ai quali si sono alternati gli interventi di organizzazioni sociali e politiche a sostegno dell’iniziativa.Ai rappresentanti del Coordinamento nazionale No Triv, di WWF, Legambiente, hanno fatto seguito nelle relazioni esponenti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, di Pancho Pardi per il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, di Marco Furfaro (SEL), Gianni Girotti (Movimento 5 Stelle), Alfonso Pecoraro Scanio (Fondazione Univerde), Piero Lacorazza (PD e Presidente del Consiglio regionale Basilicata), Annalisa Corrado (per Green Italia e Possibile), Stefano Fassina (Sinistra Italiana), Maurizio Marcelli (FIOM) nonché di rappresentanti dell’universo associativo e movimentista italiano, da Marica Di Pierri (A Sud) a Stefano Iannillo (Rete per la Conoscenza), ai portavoce dei tanti comitati territoriali presenti da ogni regione italiana. Ai lavori ha preso parte anche Andrea Boraschi per Greenpeace.Nella sessione pomeridiana, dedicata alla plenaria per l’elaborazione di proposte organizzative ed operative, si è predisposta una prima sintesi esecutiva che consentirà di procedere immediatamente e con passi sostanziali alle nuove iniziative pianificate verso il referendum: un referendum che è di tutti i cittadini italiani e col quale affermare l’opposizione convinta alle politiche energetiche fossili.Un collegamento con la mobilitazione italiana per il clima e l’adesione alla marcia prevista a Roma il prossimo 29 novembre, in vista della COP21 di Parigi, rappresentano in questo senso un momento di coesione e di attenzione collettiva sul più ampio tema dei cambiamenti climatici.La prossima convocazione di assemblee territoriali “Verso il referendum No Triv” e la declinazione nei diversi contesti regionali di una rete che coinvolga tutti i soggetti interessati alla costruzione di un percorso partecipato e trasversale, saranno passaggi essenziali per dare diffusione al processo collettivo avviato e precederà una nuova assemblea nazionale prevista per la prima metà di dicembre 2015.Il Referendum è di tutti !!!Roma, 9 novembre 2015L’Assemblea “Verso il Referendum No Triv”CONTATTI:
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lunedì 21 settembre 2015
LO SBLOCCA ITALIA, LO SCIAGURA D'ITALIA
AMBIENTE & VELENI
Sblocca Italia e trivellazioni, il decreto più deleterio
di Maria Rita D'Orsogna | 14 ottobre 2014
Maria Rita D'Orsogna
Fisico, docente universitario, attivista ambientale
Come sempre nei decreti c’è un po’ di tutto e questo non fa eccezione – inceneritori, cementificazione, trivelle facili, e in questi giorni pure il miraggio di aggiustare Genova sommersa dal fango. Addirittura Renzi e compari vorrebbero risuscitare le trivelle nelle acque della fragilissima costiera campana, fra Capri, Ischia ed Amalfi. Come se non avessero già abbastanza problemi!
Vorrei dire a tutti quegli incoscienti che ci governano che non hanno veramente capito niente. Sono quindici anni che vivo a Los Angeles e in questi quindici anni non passa giorno in cui non mi viene ricordato il potenziale dell’Italia. Film, cibo, cinema, macchine, vino. Tutti i santi giorni la si cita sul Los Angeles Times, nei negozi scintillanti, sulle riviste di viaggi, al cinema, per i matrimoni di persone famose in Italia. E’ il sogno italiano che si perpetua, da solo, senza nessuno che in Italia sappia ne proteggerlo ne usarlo per farci cose buone. Spero che duri a lungo, prima che distruggano tutto. Possibile che con tutto quello che si potrebbe fare di sano ed efficace in Italia non si riesce a far altro che buchi e industria pesante a vantaggio dei soliti noti, distruggendo la democrazia, en passant? E si, sono certa che tutte quelle cose di cui sopra potrebbero portare molto di più nelle casse italiane, soprattutto in un ottica di sviluppo duraturo e lungimirante.
Ma perché questo Sblocca Italia è deleterio, secondo me almeno?
Nelle intenzioni di Renzi, lo Sblocca Italia riconosce “il carattere strategico delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, delineando quindi procedure chiare ma commisurate alla natura di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità”
Pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità del petrolio. E l’indiferribilità della lotta alla corruzione? Alla mafia? Alle bonifiche dei territori malati? E l’indefferibilità del rilancio del turismo che ci vede crollare in tutte le statistiche? Alle rinnovabili? Alla ricerca? Alla difesa del territorio? Alla carta igienica nelle scuole?
Interessante poi che questo Sblocca Italia preveda che tutte le norme che difendano paesaggi ed ambiente possano essere scavalcate peropere di stoccaggio, trivellazione e compagnia varia. E se la terra è privata ed appartiene a qualcuno che non la vuole vendere perché non gliene importa niente della pubblica utilità petrolifera? Nessun problema, c’e’ l’esproprio!
Lo Sblocca Italia prevede il “titolo concessorio unico” con cui sarà sufficente una sola domanda per eseguire ricerche e sondaggi prima e trivellazioni permanenti dopo. Adesso ci vogliono almeno due permessi distinti. Lo Sblocca Italia cambia tutto questo in nome della semplicità. E che importa se fra i due eventi sono passati anni e magari le realtà territoriali sono cambiate? Interessante anche che se i progetti petroliferi comportano una “variazione degli strumenti urbanistici, il rilascio dell’autorizzazione ha effetto di variante urbanistica“.
L’autostrada autorizzativa dunque.
E chi darà questo titolo concessorio unico? Prima dello Sblocca Italia erano le regioni a decidere sulle trivellazioni in terra e Roma in mare. Adesso sarà Roma a decidere su tutto, una sorta di “ghe penso mi” di sapore berlusconiano. E’ evidente che questo non può essere costruttivo, perché centralizzando le decisioni zittisci le comunità a livello locale e impoverisci la democrazia. Ed è pure evidente che a Roma c’è molto più spazio per inciuci, lobby, calcoli e magna-magna a porte chiuse.
Probabilmente ai governanti da fastidio che in questi anni abbiamo imparato a protestare e a far sentire la propria voce e quindi, invece di ascoltare e di rispettare le preoccupazioni dei residenti, si decide semplicemente di uccidere la partecipazione popolare. Tutto questo in barba a tutte le leggi europee che impongono la trasparenza e che ci siano canali affinché il pubblico possa dire la propria. Come dire, dove non arriva la propaganda dei petrolieri, arriva la man forte di Roma.
Ma niente paura: “tutto verrà fatto nel rispetto del principio di leale collaborazione con i diversi livelli territoriali, nonché del principio costituzionale di tutela dell’ambiente.”
In tutto questo ci sono però buoni segnali: spronati da cittadini, vari comuni e regioni hanno espresso la propria contrarietà allo Sblocca Italia, in maniera bipartisan e vari senatori hanno chiesto emendamenti per evitare scempi. Io spero che Roma sara’ invasa di persone il 15 e il 16 Ottobre e che ci si renda conto che sbloccare l’Italia non significa distruggerla.
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I PRESIDENTI REGIONALI DICONO SI AI REFERENDUM CONTRO LO SBLOCCA ITALIA
REFERENDUM NO TRIV: ANCHE I PRESIDENTI DELLE REGIONI DICONO SÌ.
DA DOMANI IL VOTO NEI CONSIGLI (CHE DEVONO DELIBERARE A MAGGIORANZA ASSOLUTA!)
Dopo la decisione presa all'unanimità l'11 settembre scorso dai Presidenti dei Consigli regionali, oggi, 18 settembre, anche i Presidenti delle Regioni - riunitisi a Bari - hanno detto "sì".
10 in tutto i Consigli regionali che delibereranno la richiesta di referendum. Le delibere dovranno essere approvate a maggioranza assoluta.
Di seguito il calendario delle sedute:
19 settembre: Basilicata
22 settembre: Marche, Molise, Puglia, Sardegna
23 settembre: Sicilia
24 settembre: Abruzzo, Campania
25 settembre: Veneto
28 settembre: Calabria (ma il Consiglio dovrebbe essere anticipato al 25)
22 settembre: Marche, Molise, Puglia, Sardegna
23 settembre: Sicilia
24 settembre: Abruzzo, Campania
25 settembre: Veneto
28 settembre: Calabria (ma il Consiglio dovrebbe essere anticipato al 25)
Il 29 settembre i quesiti referendari saranno depositati in Cassazione.
N.B. I Consigli regionali dovranno approvare le richieste referendarie con il voto della maggioranza dei consiglieri assegnati alla Regione, secondo quanto prescrive l'art. 30 della legge n. 352 del 1970; dunque, a MAGGIORANZA ASSOLUTA.
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