lunedì 14 dicembre 2015

Renzi fa marcia indietro per evitare i referendum Notriv!!

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Legge di Stabilità, governo fa marcia indietro su trivellazioni off shore. No Triv: “Punta a evitare i referendum”

Legge di Stabilità, governo fa marcia indietro su trivellazioni off shore. No Triv: “Punta a evitare i referendum”
Economia
Presentati emendamenti che prevedono lo stop alla ricerca di idrocarburi entro 12 miglia dalla costa e garantiscono la partecipazioni degli enti locali alle decisioni. E' destinato a saltare il progetto Ombrina mare al largo dell'Abruzzo: soddisfatto il governatore Luciano D’Alfonso. E per il presidente della Puglia Michele Emiliano è "una grande vittoria popolare"
Niente trivelle entro le 12 miglia dalla costa in Adriatico. A breve il progetto Ombrina Mare previsto al largo delle coste abruzzesidovrebbe essere una storia chiusa. E così anche altri. Il governo Renzi ha presentato alcuni emendamenti alla legge di Stabilitàche segnano un sostanziale dietrofront rispetto all’articolo 38 delloSblocca Italia. Se il Parlamento darà l’ok, verrà riscritto un comma del testo unico dell’Ambiente che prevedeva una serie di limitazioni nei processi decisionali per i territori. Limitazioni da cui erano scaturite proteste e mobilitazioni sfociate nell’approvazione dei sei quesiti referendari anti-trivelle promossi da dieci Consigli regionali. La mossa del governo, commentata con soddisfazione dal mondo politico, viene considerata dalCoordinamento nazionale No Triv proprio un tentativo di scongiurare i referendum che propongono l’abrogazione di alcune parti dell’articolo 38 e dell’articolo 35 del decreto Sviluppo. “Gli emendamenti – sottolineano i No Triv – ricalcano le richieste del Coordinamento e del comitato ‘Verso il Referendum’, recependo buona parte dei quesiti relativi alle procedure di autorizzazione per le estrazioni petrolifere sia in mare, sia su terraferma”.
Il dietrofront del governo e i dubbi sul piano delle aree – Con le modifiche all’articolo 38 dello Sbocca Italia tutte le decisioni erano nelle mani del governo che, attraverso la legge di Stabilità, avrebbe azzerato gli effetti dei ricorsi presentati finora. Gli emendamenti arrivati lunedì cambiano il quadro: oltre al blocco dei progetti che prevedono trivellazioni entro le 12 miglia viene cancellata la dichiarazione di “strategicitàindifferibilità ed urgenza delle attività petrolifere” (con cui le Regioni venivano estromesse dai processi decisionali) e del “vincolo preordinato all’esproprio della proprietà privata” già a partire dalla ricerca degli idrocarburi. Attraverso l’eliminazione delle proroghe, verranno limitate le attività di ricerca e di estrazione, mentre saràgarantita la partecipazione degli enti territoriali ai procedimenti per il rilascio dei titoli minerari.
Molto discussa, però, l’eliminazione – prevista da uno degli emendamenti – del ‘piano delle aree’ per programmare le nuove attività, previo esame degli impatti dei progetti attraverso una Valutazione Ambientale Strategica. È pur vero che il ministero avrebbe potuto approvare il piano senza alcun accordo con Regioni e altri enti locali, ma in caso passi la proposta di modifica del governo si potrà richiedere il rilascio dei titoli concessori unici anche senza piano. Per quanto riguarda le autorizzazioni deglielettrodotti, in caso non si raggiunga un accordo la decisione spetterà al Consiglio dei ministri, previa intesa con la Regione o l’ente locale interessato.
I progetti verso il blocco definitivo - Le proposte di modifica presentate ieri sera fermano in primis il progetto ‘Ombrina Mare’ del gruppo britannico Rockhopper al centro di numerose proteste in Abruzzo e in Molise e autorizzato proprio attraverso il decreto Sblocca Italia. Sul progetto il ministero dello Sviluppo economico era andato avanti nonostante l’approvazione di una legge di tutela ambientale sul Parco marino della costa dei trabocchi, in attesa di ratifica da Roma, proprio di fronte a dove sarebbero dovute partire le trivellazioni. Il via libera all’emendamento che recepisce il quesito referendario sul decreto sviluppo (quello che riguarda le aree protette) comporterà il blocco anche di altri progetti. Fra questi quello della piattaforma petrolifera ‘Vega B’ nel canale di Sicilia e, in parte, quelli nell’Adriatico portati avanti dallaSpectrum Geo. Il progetto di prospezione della società inglese, che per ora prevede solo la ricerca di idrocarburi, va dall’Emilia Romagna fino alla Puglia, attraversando ben 5 regioni. E proprio la Puglia è stata interessata ultimamente da quattro decreti di compatibilità ambientale.
Soddisfatto Emiliano: “Vittoria popolare” - Piero Lacorazza, presidente del Consiglio regionale della Basilicata (capofila nella promozione del referendum) ha chiesto un incontro urgente con i colleghi delle altre Regioni: “Alla luce dell’emendamento presentato dal governo che accogliamo molto positivamente le Assemblee legislative che hanno proposto i quesiti referendari non possono che essere pronte al confronto”. Soddisfazione è stata espressa anche dal governatore dell’AbruzzoLuciano D’Alfonso: “Raccogliamo i frutti di un’intesa tra territori locali, anche grazie all’attenzione riservataci dal governo”. In Puglia, il presidente della Regione Michele Emiliano sottolinea l’importanza della “retromarcia” e commenta: “Si profila una grande vittoria popolare”. Mentre il parlamentare salentinoRocco Palese, vicepresidente della commissione Bilancio della Camera, ha dichiarato: “Pur essendo all’opposizione voterò a favore di questo emendamento”. Di diverso tenore le considerazioni dei No Triv.
Il coordinamento No Triv: “Ora discussione su futuro energetico del Paese” - Le modifiche normative inserite nei sei quesiti referendari sono quindi riproposte in blocco nella legge di Stabilità 2016, “fatta eccezione – sottolineano i No Triv – per la limitazione della durata delle concessioni in mare, sulla quale già il Coordinamento ed Enzo Di Salvatore, costituzionalista e padre dei quesiti referendari hanno presentato un sub-emendamento correttivo”. E proprio sul progetto petrolifero ‘Ombrina mare’ Di Salvatore lancia un avvertimento: “Se verrà bloccato sarà grazie alle modifiche proposte con il referendum che il governo vuole scongiurare”. Il futuro del progetto dipende da quando verrà adottata la concessione rispetto all’entrata in vigore della legge di Stabilità, che è fissata per l’1 gennaio 2016. Ma la strada sembra ormai segnata. “Si approvino pure gli emendamenti – chiosa il Coordinamento Nazionale No Triv – ma si apra da subito la discussione politica sul futuro energetico del nostro Paese”. Per il Coordinamento il referendum è l’unica via percorribile. Nelle scorse settimane, sui quesiti c’è già stato il giudizio di legittimità della Corte di Cassazione. Ora la parola passa alla Corte Costituzionale che si pronuncerà il prossimo 13 gennaio.

domenica 29 novembre 2015

WOW!!! LA CASSAZIONE DICE SEI VOLTE "SÌ" - REFERENDUM NO TRIV SEMPRE PIU' VICINO

COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV
COMUNICATO STAMPA

LA CASSAZIONE DICE SEI VOLTE "" - REFERENDUM NO TRIV SEMPRE PIU' VICINO

I sei quesiti referendari contro le trivelle in mare e su terraferma hanno superato indenni l'esame di regolarità della Corte di Cassazione.

Con due ordinanze adottate il 26 novembre 2015 la Corte di Cassazione ha accolto i sei quesiti referendari così come deliberati dalle Assemblee Regionali di Basilicata, Abruzzo, Marche, Campania, Puglia, Sardegna, Veneto, Liguria, Calabria e Molise.

Le ordinanze verranno comunicate al Presidente della Repubblica, al Presidente della Corte Costituzionale ed ai Presidenti delle Camere, e verranno notificate ai delegati dei dieci Consigli Regionali proponenti.

L'ultimo scoglio da superare sarà l'esame di legittimità costituzionale della Suprema Corte che si pronuncerà entro febbraio 2016.

I sei "SI'" giungono a coronamento di una lunga fase di impegno per la formulazione dei quesiti e della pressione democratica dal basso esercitata da oltre 200 associazioni italiane. L’abnegazione ed il merito della proposta complessiva hanno consentito di intercettare prima l’unanime consenso della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee elettive regionali e, successivamente, lo storico risultato delle 10 delibere di richiesta referendaria, da parte di altrettanti Consigli regionali.

Compiuto questo nuovo passo, è giunto dunque il momento di consolidare il risultato ottenuto preparandosi alla costruzione di un sistema di alleanze -il più ampio e trasversale possibile- e di un percorso organizzativo che consenta di portare al voto la maggioranza degli aventi diritto, senza mediazioni con il Governo su un referendum che ha un obiettivo molto chiaro e non emendabile, se non a rischio di stravolgerne e affievolirne senso e scopo.

La via referendaria è l'unica che possa raggiungere nel breve termine l'obiettivo sia di fermare nuovi progetti petroliferi sia di contenere e ridimensionare il ruolo delle energie fossili nel mix energetico nazionale. 

Ma anche qualora le richieste di modifica normativa in senso No Triv venissero avanzate in buona fede, bisognerebbe tener conto della maggiore efficacia del referendum rispetto a quella, più limitata, dell'abrogazione per via legislativa. I divieti introdotti dal Decreto Prestigiacomo non furono forse rimossi per numerosi progetti petroliferi in mare proprio dall'art. 35 comma 1 del Decreto Sviluppo?

Quindi, non si persegua la strada della modifica per via legislativa delle norme che, per mezzo del referendum abrogativo, è invece possibile cancellare stabilmente dall'ordinamento.
Il Referendum non è nella disponibilità del Governo.

L'Assemblea "Verso il Referendum" dell'8 novembre scorso, rappresentativa delle associazioni vere promotrici del Referendum, ha stabilito in modo unitario ed inequivocabile che nessuno è legittimato a "mediare" o a dialogare con un Governo che più di ogni altro ha dimostrato fredda determinazione nel portare a compimento il contenuto fossile della Strategia Energetica Nazionale e che si appresta ad assestare un colpo mortale al coinvolgimento delle comunità locali e delle Regioni nelle scelte strategiche che determinano il futuro dei territori e del Paese.

Il Referendum è di tutti e ciò significa che nessuno può disporne oltre la Corte Costituzionale e, ovviamente, i Cittadini.

Prossima tappa intermedia sarà l'incontro a Roma, il 9 dicembre prossimo, tra i delegati delle Assemblee delle dieci Regioni che hanno deliberato la richiesta di referendum ed i rappresentanti delle associazioni promotrici del Referendum: in quella sede verranno messi a fuoco i principali aspetti organizzativi e discusse le prime soluzioni che dovranno portarci al voto di primavera.

La strada è tracciata. Adesso tocca percorrerla tutti assieme per arrivare al risultato per anni inseguito: liberare il mare e la terraferma da nuove trivelle ed aprire la strada ad una nuova politica energetica, economica ed ambientale. 

Roma, 28 novembre 2015

Coordinamento Nazionale No Triv

domenica 22 novembre 2015

aderiamo alla MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA A ROMA 29 NOV 2015


 IL COORDINAMENTO NOTRIV SICILIA SUD ORIENTALE 
 aderisce alla MARCIA PER IL CLIMA 
ROMA   il 29 NOVEMBRE 2015


Quando: Domenica 29 Novembre, dalle ore 14
Dove: Fori Imperiali (Largo Corrado Ricci), Roma
Cosa: sarà una grande festa con musica, laboratori, marce, uno spazio aperto per tutti i movimenti sociali e singoli cittadini grandi e piccoli che vorranno far sentire la propria voce e il proprio impegno a favore del clima. A breve tutti i dettagli sull’evento.
Il 29 novembre a Roma, in contemporanea con tante altre città del mondo, ci mobiliteremo contro il cambiamento climatico e le politiche economiche e sociali che lo hanno prodotto. Con una grande marcia e un concerto per il clima.
Partenza alle 14.00 da Piazza Farnese. Arrivo e concerto in via dei Fori imperiali.
Chiediamo ai nostri governanti – che saranno alla Conferenza sul Clima di Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre – un accordo vincolante per la riduzione dei gas serra e per rafforzare i territori più vulnerabili, che garantisca la tutela del pianeta dall’innalzamento della temperatura globale e giustizia climatica per tutti.
Mobilitati anche tu! Partecipa alla costruzione di iniziative verso la #ClimateMarch del 29 novembre. Vieni a Roma, coinvolgi i tuoi amici, familiari, conoscenti. Lottiamo insieme contro il cambiamento climatico che sta mettendo a rischio la vita delle persone e dei territori. Partecipa alla Marcia Globale per il Clima – Roma!
se vuoi aderire anche tu  clicca qua  

martedì 17 novembre 2015

L'ISIS E LA RISORSA ( STRATEGICA) DEL PETROLIO

Attentati Parigi, l’Isis e la risorsa (strategica) del petrolio


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A differenza di Al-Quaeda che finanziava le proprie operazioni con donazioni di ricchi fanatici, l’Isis è capace di produrre petrolio da sé, di vendere le sue risorse e di guadagnarci anche 50 milioni di dollari al mese. Ci sono via vai di migliaia di camion al giorno, il cui valore può anche arrivare a 10mila dollari ciascuno. Dai campi della Siriae dell’Iraq vengono pompati circa 40mila barili al giorno, poi venduti fra i venti e i quarantacinque dollari sul mercato interno e tramite contrabbando. Una “Bonanza” petrolifera per controllare e gestire il Califfato.
L’Occidente sa dei depositi e delle operazioni petrolifere dell’Isis ma il timore è sempre stato di causare troppe vittime civili nei bombardamenti. Gli eventi di Parigi hanno ovviamente cambiato tutto, e in questi giorni si inaugura l’operazione Tidal Wave II. La Tidal Wave I era la missione della seconda guerra mondiale in cui furono colpiti i depositi petroliferi tedeschi in Romania per indebolire i nazisti. Prima degli attacchi, oggi come settant’anni fa, la popolazione è stata avvertita con appositi volantini dal cielo.
Ad oggi, novembre 2015, l’Isis controlla buona parte del territorio siriano e iracheno, con circa 10 milioni di persone sottomesse.  Il modo in cui l’Isis gestisce il cosiddetto Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi è di dare abbastanza “autonomia” alle comunità locali tramite governatori regionali, detti walis, che devono seguire le linee generali decise dalla “shura”, una specie di gruppo di consiglieri a livello centrale dell’Isis.
Tre cose sono gestite dall’alto: il petrolio, le strategie per le attività sui social media e le operazioni militari. Le cose più importanti per loro sono i soldi, la propaganda e le azioni di guerra.  E i soldi sono il petrolio. Anzi, con il petrolio sono bene organizzati e sempre più sofisticati perché sanno che tutto dipende dai barili che pompano da sottoterra. Gestiscono le riserve che hanno con apposite selezioni del personale, stipendi elevati, di anche mille dollari al mese, e dando priorità a tutti quelli che hanno già esperienza nelle operazioni petrolifere in altri parti del mondo non-Isis. Usano Whatsapp e derivati per contrattare con possibili neo-assunti e per convincerli a trasferirsi nello splendente Califfato.
Fino a poco tempo fa, le operazioni petrolifere dell’Isis erano gestite da Abu Sayyaf, un tunisino. E’ stato ucciso lo scorso maggio. La sua morte ha portato al sequestro di una enormità di documenti in cui traspare che la produzione e la vendita da ogni pozzo era registrata, e le vendite gestite in modo da ottimizzare i profitti. C’è pure un sistema di tassazione sui residenti. I ricavati vengono gestiti dalla polizia segreta dell’Isis, l’Amniyat, che punisce crudelmente chi abusa dei fondi.
In totale lo Stato Islamico gestisce più  di 250 pozzi in Siria con circa 1300 addetti, fra ingegneri ed operai. Hanno una rete di piccole raffinerie e pure una distribuzione organizzata su gomma.  Non si sa esattamente quanti pozzi gestiscano in Iraq, ma si stima che siano centinaia.  Si possono dire tante cose sull’Isis, ma una cosa secondo me è vera: hanno idee e strategie malate, ma chiare.
Dall’inizio hanno capito che il petrolio era importante per loro. Nel 2013 occupavano la parte occidentale del Paese, ma l’hanno abbandonata subito dirigendosi verso la parte orientale molto più ricca di greggio, e avendo come obiettivo primario quello di controllarne i giacimenti. Dai pozzi e dalle raffinerie si è passati a un controllo più radicale del territorio della Siria orientale. Da lì sono arrivati a Mosul, nel nord dell’Iraq, conquistata nel 2014. In quella occasione Abu Bakr al-Baghdadi, in un discorso chiese a tutti gli interessati di venire o tornare in Medio oriente a combattere per l’Isis ma che venissero anche ingegneri, dottori e persone altamente specializzate per aiutarli a gestire il petrolio.
A chi lo vendono questo petrolio? Non possono certo esportare direttamente sul mercato straniero, ma il petrolio viene venduto alle comunità sottomesse per fornire loro servizi indispensabili.  La città di Mosul, per esempio, ha 2milioni di abitanti e tutto il mercato della benzina e del diesel è nelle mani dell’Isis.
La cosa più triste è che pure i ribelli anti-Isis comprano la benzina dall’Isis. La gente dice di non avere altre alternative. Ospedali, negozi, trattori e pure i macchinari per tirar fuori i feriti dalle macerie dalle bombe sono alimentati dal petrolio e dal diesel dell’Isis.
Ovviamente c’è poi il contrabbando che passa principalmente dallaTurchia. Da qui il petrolio riesce ad arrivare su mercati più distanti, più legali. A volte usano le donne come corrieri perché si pensa che destino meno sospetti nella polizia.  Si vede che quando serve, c’è la parità dei sessi e alle donne possono essere affidati ruoli importanti, eh?  Di fronte a tutto questo sfacelo, mi chiedo come sarebbero le nostre vite se invece che a petrolio le nostre società  andassero a sole, a vento e a buonsenso.

sabato 14 novembre 2015

comunicato stampa sull'ASSEMBLRA NOTRIV a Roma dell'8 nov 2015

Comunicato Stampa
AL VIA LE ATTIVITA’ DEL COSTITUENDO
COMITATO REFERENDARIO NASCENTE
DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE “VERSO IL REFERENDUM NO TRIV”
Domenica 8 novembre si è chiusa con una straordinaria partecipazione civica, associativa e movimentista e con la definizione delle iniziali attività operative del costituendo comitato referendario a sostegno della futura campagna, il primo appuntamento assembleare italiano convocato dal Coordinamento nazionale No Triv e dalle centinaia di organizzazioni aderenti alla iniziativa, dopo il deposito in Cassazione dei quesiti referendari abrogativi contro le trivellazioni in mare e su terraferma. 
Presso i locali dell’Ex Snia, al Parco delle Energie di Roma, l’assemblea ha dato il via ad un lavoro preparatorio teso alla costituzione di una organizzazione coordinata e democratica tra associazioni nazionali e locali, movimenti e comitati che sia espressione ampia della società civile e che articoli e condivida azioni comuni a sostegno della prossima “campagna” nazionale.  
In attesa dei pronunciamenti della Corte di Cassazione e della Consulta sui sei quesiti promossi dalle centinaia di realtà associative, che hanno raggiunto il placet unanime della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee elettive regionali a settembre, ed a cui hanno fatto seguito le dieci delibere per il referendum da parte di altrettante regioni, il costituendo comitato referendario ha riaffermando la necessità primaria di creare una ampia rete sociale partecipata e trasversale che conduca l’iniziativa, pianificando sin a da subito le prime strategie comuni.
Fondamentale sarà tenere sempre presente che l’unione delle tante lotte territoriali, la connessione con le organizzazioni impegnate nelle campagne referendarie di prossima definizione - a partire da quella per il “No”al referendum confermativo sulla Riforma Costituzionale – il funzionale rapporto con le organizzazioni politiche e sindacali sostenitrici, con i Delegati regionali e con la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Provincie autonome, rappresentano canali di relazione attorno ai quali muovere per la costruzione di un percorso unitario, democratico, partecipato e vincente, finalizzato al raggiungimento del quorum ed al successo del “Sì” alle abrogazioni proposte.
 
Ampio spazio durante la mattinata è stato dedicato alle relazioni degli intervenuti, ai quali si sono alternati gli interventi di organizzazioni sociali e politiche a sostegno dell’iniziativa. 
Ai rappresentanti del Coordinamento nazionale No Triv, di WWF, Legambiente, hanno fatto seguito nelle relazioni esponenti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, di Pancho Pardi per il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, di Marco Furfaro (SEL), Gianni Girotti (Movimento 5 Stelle), Alfonso Pecoraro Scanio (Fondazione Univerde), Piero Lacorazza (PD e Presidente del Consiglio regionale Basilicata), Annalisa Corrado (per Green Italia e Possibile), Stefano Fassina (Sinistra Italiana), Maurizio Marcelli (FIOM) nonché di rappresentanti dell’universo associativo e movimentista italiano, da Marica Di Pierri (A Sud) a Stefano Iannillo (Rete per la Conoscenza), ai portavoce dei tanti comitati territoriali presenti da ogni regione italiana. Ai lavori ha preso parte anche Andrea Boraschi per Greenpeace.  
Nella sessione pomeridiana, dedicata alla plenaria per l’elaborazione di proposte organizzative ed operative, si è predisposta una prima sintesi esecutiva che consentirà di procedere immediatamente e con passi sostanziali alle nuove iniziative pianificate verso il referendum: un referendum che è di tutti i cittadini italiani e col quale affermare l’opposizione convinta alle politiche energetiche fossili.
Un collegamento con la mobilitazione italiana per il clima e l’adesione alla marcia prevista a Roma il prossimo 29 novembre, in vista della COP21 di Parigi, rappresentano in questo senso un momento di coesione e di attenzione collettiva sul più ampio tema dei cambiamenti climatici.  
La prossima convocazione di assemblee territoriali “Verso il referendum No Triv” e la declinazione nei diversi contesti regionali di una rete che coinvolga tutti i soggetti interessati alla costruzione di un percorso partecipato e trasversale, saranno passaggi essenziali per dare diffusione al processo collettivo avviato e precederà una nuova assemblea nazionale prevista per la prima metà di dicembre 2015.
Il Referendum è di tutti !!!
Roma, 9 novembre 2015
L’Assemblea “Verso il Referendum No Triv”
CONTATTI:

domenica 11 ottobre 2015

Inquietante e articolato "Reportage dal Val di Noto" di Francesco Midolo

 
 Un bel reportage del giornalista Francesco Midolo mette in allarme un intero territorio che sta puntando tutto sul Turismo culturale e l'Agricoltura di qualità tutte cose in contrasto con le ricerche petrolifere e di gas.
 * A proposito dell'On Marziano intervistato nel Reportage odierno vi ricordiamo di guardare sempre una sua intervista di qualche tempo fa in cui diceva cose diametralmente opposte a quelle che dichiara oggi anche in questo articolo che se sono vere le sue preoccupazioni di allora non c'è da stare sereni sul suo operato di oggi: ecco l'intervista: https://www.youtube.com/watch?v=3QoR70jKKh8
 
 

venerdì 2 ottobre 2015

FIORELLA MANNOIA NOTRIV

Ecco che sta succedendo al Paese più bello del mondo: il post di FIORELLA MANNOIA diventa Virale

mercoledì, 12 agosto 2015

11825682_10153593280617053_753274945431380252_nLa denuncia è partita dalla cantautrice Fiorella Mannoia che tramite il suo profilo face book denuncia la trasformazione che sta avvenendo al Paese più bello del mondo. Il posto della cantante è diventato immediatamente virale:
“Faccio questo lavoro da più di 40 anni, ho girato ( e giro ) l’Italia in lungo e in largo e ogni volta che arrivo una città, paese, piccolo centro…non smetto mai di stupirmi della bellezza del mio Paese. In questa lingua di terra abbiamo la più alta concentrazione di opere d’arte del pianeta. Il nostro passato gronda di storia e di bellezza. Ieri al Teatro dei Templi a Paestum, guardando la maestosità di quelle colonne ho pensato: ” chissà quanta storia c’è ancora da scoprire qua sotto, stiamo camminando sopra una civiltà” Qualsiasi altra nazione avrebbe fatto di questo paese un museo a cielo aperto, avrebbe sfruttato la bellezza artistica e paesaggistica che pochi paesi al mondo hanno. Avrebbe fatto di questa ricchezza la nostra ricchezza. Viviamo in una striscia di terra che va dalla maestosità delle Alpi fino quasi all’Africa, con dei mari, delle isole, delle coste e una gastronomia che il mondo ci invidia. Ieri è venuta a trovarmi una ragazza, un’agronoma, la vedo spesso ai miei concerti, ma è sempre stata molto riservata e di poche parole. Mi ha lasciato delle cartine come quella che sto pubblicando e mi ha detto: Potrei andare via dall’Italia ma non lo faccio, voglio lottare per il mio Paese, ti prego, fa che la gente sappia.
Ecco, giudicate voi quello che sta succedendo al Paese più bello del mondo. Il nostro.”
LC

giovedì 1 ottobre 2015

AVANTI TUTTA CON I REFERENDUM NOTRIV...mentre la RAI continua il suo silenzio sulla Notizia!!

AVANTI CON I REFERENDUM E PER LA DEMOCRAZIA!                                                                       

Con il deposito in Cassazione dei 6 quesiti referendari no-triv fortemente voluti dal Coordinamento Nazionale No Triv assieme ad altre 200 associazioni, ben 10 Regioni hanno restituito ai cittadini il diritto di decidere di se stessi e del futuro dei rispettivi territori.
Si tratta di un fatto straordinario ed unico nella storia dell'Italia Repubblicana, il cui significato va ben oltre la pur importante dimensione energetica.
Sugli egoismi ed i tatticismi hanno prevalso il merito delle questioni e la pressione esercitata sulle Assemblee Regionali da movimenti, comitati ed associazioni.
Sul piano istituzionale, il Governo dovrà fare i conti con una mutata realtà e con mutati rapporti di forza nel Paese. Quanto alle scelte energetiche, l'esercizio dell'opzione referendaria consentirà al Paese di riaprire una partita che sembrava già persa all'indomani del varo della Strategia Energetica Nazionale: i quesiti sull'art 38 rimettono in discussione il nuovo sistema di governance che gli ultimi tre Governi hanno tentato di imporre a suon di leggi e decreti (Sblocca Italia su tutti); quello "secco" sull'art. 35 mira ad infliggere un duro colpo alle mire delle compagnie petrolifere, a salvaguardare i nostri mari e a prevenire qualsiasi tentativo di ritorno al passato (abolizione del limite delle 12 miglia con conseguente rilancio di investimenti nell'Oil&Gas per 3,5 miliardi di euro) da parte di un Governo apertamente schierato sul fronte delle energie fossili e che non è nuovo ad "imprese" del genere.
I referendum non sono un punto di arrivo ma un punto di partenza di cui si avvertiva da tempo un gran bisogno.
Una delle poche note liete in una lunga e triste stagione color nero-petrolio.
Qualsiasi muraglia è fatta di tante pietre. La prima -importante- è stata posta questa mattina grazie ad un'intuizione del Coordinamento Nazionale No Triv, al lavoro ed alla tenacia di chi crede ancora e pratica il valore della partecipazione alle scelte che interessano tutti noi.
Non è forse questa l'essenza della libertà e della democrazia?
Roma, 30 settembre 2015
Coordinamento Nazionale No Triv


...oh Renzi Renzi...dove ti sei cacciato!