giovedì 4 febbraio 2016

REFERENDUM NOTRIV: affiliamo le armi contro questo governo fossile


le due facce della stessa medaglia di m...a
il popolo affila le armi




                            





COMUNICATO STAMPA

COORDINAMENTO NOTRIV SICILIA S.O.


Si è riunito a fine gennaio a Noto il Coordinamento NOTRIV Sicilia Sud Orientale per costituire ufficialmente il Comitato per il Referendum NOTRIV dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale e che chiamerà I cittadini a pronunciarsi entro  i primi di giugno del 2016.

Ricordiamo che il Referendum è stato promosso dai movimenti italiani No Triv e da 9 Consigli regionali e sta raccogliendo consenso e supporto da varie organizzazioni ed esponenti della vita politica, sociale e culturale italiana.

I cittadini saranno chiamati a esprimersi per evitare che i permessi già accordati entro le 12 miglia possano proseguire anche oltre la scadenza, per tutta la “durata della vita utile del giacimento”. Rimane fermo il limite delle 12 miglia marine, all’interno delle quali non sarà più possibile accordare permessi di ricerca o sfruttamento.

la lotta NOTRIV riguarda il futuro dell'Italia, finita in mano
ai petrol-amici
Il Comitato per il Referendum NOTRIV si attiverà in tutto il sud-est Sicilia per coinvolgere i cittadini sensibili e promuovere iniziative pubbliche, incontri, dibattiti e banchetti affinchè tutti i cittadini siano correttamente informati e consapevoli delle motivazioni per andare a votare.

Il Comitato per il Referendum  inoltre precisa che il movimento NOTRIV è da sempre un movimento trasversale, pertanto aperto alla partecipazione e collaborazione di tutti i cittadini, a prescindere dalla propria appartenenza politica e partitica, che abbiano a cuore la salvaguardia dell’ambiente, del territorio per “affermare che è possibile una nuova idea di sviluppo, fondata sulle energie rinnovabili che non modificano il clima e non determinano danni alla salute e in un contesto di vera democrazia, dove le istanze dei cittadini e delle persone non siano cancellate a favore degli interessi dei grandi gruppi finanziari”(cit. da Maurizio Marcelli)

Al più presto verrà attivata una pagina Facebook dedicata al Referendum NOTRIV che si affiancherà a “comitato notriv sicilia”, “rete NO TRIV siciliana” e al gruppo FB  “coordinamento sicilia sud orientale” per tenere aggiornati I cittadini interessati sulle varie iniziative e a cui far riferimento per eventuali dubbi e quesiti.

Per chi volesse fin da subito partecipare alle prossime iniziative del Comitato scrivere al seguente indirizzo e mail:

Noto lì 30 01 2016

Per informarsi sulla questione NOTRIV:

venerdì 22 gennaio 2016

LA POSIZIONE DEL COORDINAMENTO NOTRIV SICILIA SUD-ORIENTALE SUL REFERENDUM NOTRIV

 QUALE E' LA POSIZIONE del COORDINAMENTO NOTRIV SICILIA SUD-ORIENTALE RISPETTO AL REFERENDUM NOTRIV?
Finalmente si fa! E Renzi l'oscurantista e Premier fossile si prende la risposta che merita!!
Il "caro" Premier Renzi diceva, dopo i primi malumori dopo l'emanzaione dello Sblocca Italia ( definito Scrocca Italia), che non si poteva fermare lo sviluppo dell'Italia certo per "4 comitatini" e si è ritrovato, contro ben 10 regioni che gli hanno impugnato lo Sblocca Italia ed hanno chiesto i Referendum, Il crescente Movimento NOTRIV , Il mondo dell'Ambientalismo italiano, il mondo cattolico, una parte del suo partito, Sel, M5S, parte di Forza Italia, parte della Lega....
Dove vuole andare Renzi?
Così 3 Referendum non si faranno perchè il Parlamento è stato costretto a votare accogliendo di fatto 3 quesiti. Che sono di fatto una mezza vittoria già del mondo Notriv
1 è stato reso fattibile dalla Cassazione prima e dalla Corte Costituzionale dopo. Ciò è accaduto dopo che il Governo aveva inserito nella Legge di Stabilità 2016 una Norma che accoglieva APPARENTEMENTE il quesito sulla distanza di 12 miglia delle trivellazioni dalla Costa ma che in effetti sospendeva soltanto tale divieto e non lo rendeva definitivo chiudendo le concessioni già date. Così la mossa del Governo si è rivelata ELUSIVA ed è stato accolto il referendum che vuole vietare di bucare entro le 12 miglia.
Restano due referendum sulla durata delle concessioni che secondo il governo deve essere fino all'esaurimento del giacimento e l'altro sul "Piano regolatore delle trivellazioni in Italia"(detto Piano Aree) di cui il Governo, con un colpo di spugna il 30 dicembre 2015, sempre nella legge di stabilità 2016, fa scomparire la necessità introdotta da Monti nel Decreto Sviluppo Italia. Il Piano ancora non si era fatto ma Renzi, come diciamo in Sicilia, "per si o per no", per bloccare il Referendum che chiedeva il blocco di nuove concessioni in attesa che si fosse fatto il "Piano Regolatore delle aree", lo fa scomparire del tutto, ovvero elimina la necessità d far un Piano.... E I Petrolieri? tutti contenti!
Ora su questi ultimi due referendum alcune Regioni stanno chiedendo il "conflitto di attribuzione" poichè sono state escluse da qualsiasi potere decisionale in merito e questo è contro la Costituzione! I due quesiti se viene accolto il " Ricorso delle Regioni potranno celebrarsi come quello già da celebrare in Primavera.
In Sintesi Renzi diciamo che con la sua verve di "rottamatore apparente" non riuscirà a rottamare il futuro dell'Italia e a farci tornare all'epoca del Fossile mentre altre nazioni, Olanda, Svezia, ma anche la stessa Italia con la sua leadership europea nel fotovoltaico, sono proiettate verso l'uso massiccio delle Energie Rinnovabili. Non ci riuscirà.

QUALI INIZIATIVE SONO STATE POSTE IN ESSERE, VISTO CHE IL PARLAMENTO REGIONALE DELLA SICILIA NON HA PROPOSTO I QUESITI REFERENDARI?
Il Parlamento Siciliano ha fatto la figura di pulcinella nelle mani di un uomo dell'Eni che prende il nome di Crocetta.
Ci sono state manifestazioni regionali perchè il Parlamento impugnasse lo Sblocca Italia come le altre 10 Regioni.
Nelle Commissioni Ambiente del Parlamento aveva perfino votato a favore dell'impugnativa. Poi Ordini dall'alto di Roma al PD regionale hanno impedito che in Aula si votasse per impugnare lo Sblocca Italia. E parliamo di una delle Regioni italiane più trivellate!!! Crocetta si è rivelato uomo di paglia al servizio del fossile e il Parlamento gli è andato dietro. E' stata una vergogna storica...
Solo alcuni sparuti deputati del PD si sono opposti al loro stesso partito e tra questi ci piace ricordare Ferrandelli e Marika Cirone Dimarco.
Lo stesso Deputato Bruno Marziano, un tempo sostenitore convinto della causa notriv, si è piegato all'industrialismo del fossile....inspiegabilmente.
Bastavano solo 5 Regioni per impugnare. Se ne sono trovate 10! tra queste a malincuore e da Siciliano dico che la mia Regione non c'era. Ma il Referendum va avanti comunque.

COSA VI ASPETTATE SUCCEDA DA QUI A GIUGNO, DATA PROBABILE DEL REFERENDUM?
Renzi ora ci teme. Cercherà di correre ai ripari correggendo la legge per evitare una sconfitta sicura al Referendum (dato l'ampio schieramento che ha contro: 9 Regioni, il crescente Movimento NOTRIV, Il mondo dell'Ambientalismo italiano, il mondo cattolico, una parte del suo partito, Sel, M5S, parte di Forza Italia, parte della Lega....) . Ma se le correzioni saranno ancora elusive dovremo ancora impugnare e svelare l'inganno.
Lui è nervoso...tra gli scazzi con Bruxelles e i Referendum alle porte, se non cambia le norme in direzione notriv, cercherà almeno di evitare l'Election day con il referendum e le amministrative di primavera 2016. Ma così farà sostenere spese elettorali enormi al Paese e gli si dovrà impedire.
Insomma questo signore così giovane di anni si è rivelato un fossile mentalmente che vuol riportare indietro l'Italia di 30 anni.
Ma un'ultima domanda ci resta: " ma Renzi al Summit per il clima di Parigi che caz gli avrà imbrogliato e fatto credere, se ci sta facendo tornare al petrolio mentre a Parigi hanno cercato le vie per uscirne?"
Coordinamento Notriv Sicilia Sud orientale
per vs conoscenza guardatevi queste sante parole del vero Marziano...non quello di ora: https://www.youtube.com/watch?v=3QoR70jKKh8

venerdì 18 dicembre 2015

il bluff di Renzi sulle trivellazioni: non si smentisce mai! buffonpremier!

Petrolio, i No Triv in agitazione: il governo non blocca le trivelle, ci prende in giro

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TRIVELLE
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L'entusiasmo è evaporato nel giro di qualche giorno lasciando spazio a una guerra di emendamenti e subemendamenti alla legge di stabilità. I No triv, comitato promotore del referendum anti-trivelle sul quale la corte costituzionale si esprimerà a gennaio, non si fidano dell'annuncio del governo di rivedere la normativa che accompagna permessi di ricerca ed estrazione sulla terraferma e in mare, anche entro le 12 miglia dalla costa. "Una presa in giro che ha il solo scopo di evitare il referendum", concludono al comitato mentre cercano di salvare il salvabile tramite gli agganci in Parlamento: da Alternativa Libera, a Sel, M5s e probabilmente con un appello che nelle prossime ore verrà rivolto a tutte le forze parlamentari.
Il punto è questo: con le modifiche pensate dal governo alla legge di stabilità i permessi autorizzativi in corso non vengono bloccati in via definitiva, ma solo 'addormentati'. Insomma, cadono in sonno. E per risvegliarli basta solo una legge della governo. A quel punto tornerebbero in essere, con tutto il loro vigore e soprattutto senza ripassare dal via: senza iniziare da capo tutto l'iter.
È questa la scelta che lascia sconcertato il comitato promotore o almeno una buona parte dei suoi componenti, tra cui il costituzionalista Enzo Salvatore, che ha redatto i sei quesiti ora al vaglio della Consulta, Alternativa libera, che sarebbe l'unione tra la civatiana Possibile ed ex grillini, Sel e Sinistra italiana, e diverse associazioni ambientaliste. Mentre Legambiente, Greeenpeace e Wwf, che pure sostengono la richiesta di referendum, sono meno critiche col governo. Quanto alle Regioni (ben dieci appoggiano l'iniziativa referendaria) frenano l'entusiasmo iniziale ma non si esprimono su quella che i No triv denunciano come "vera e propria beffa".
Posizioni variegate anche all'interno dello stesso comitato. Il che tuttavia peserà perché le varie realtà verranno audite dalla Corte Costituzionale che il 13 gennaio dovrà valutare se la richiesta referendaria è ancora valida alla luce delle modifiche apportate allo Sblocca Italia (la norma della discordia) attraverso per la manovra finanziaria.
Alla Camera intanto, dove l'esame sulla legge di stabilità è agli ultimi fuochi (il passaggio al Senato la prossima settimana sarà blindato), Alternativa libera ha presentato un subemendamento sostenuto anche da Sel, secondo cui per 'risvegliare' le concessioni sospese è necessario riprendere l'iter da capo. La proposta insomma va anche a chiarire il senso del blocco dei procedimenti in corso per il rilascio dei titoli minerari entro le 12 miglia. Ossia se il blocco debba essere inteso come 'sospensione' temporanea dei procedimenti o come definitiva chiusura. "Non si tratta di un dettaglio, visto che analoga formulazione della disposizione la si è avuta già nel 2010 con il decreto Prestigiacomo e il risultato fu appunto che, nel silenzio della legge, il Ministero sospese, ma non chiuse i procedimenti, ad esempio "Ombrina mare". Essi, infatti, furono riavviati nel 2012", dice all'Huffington Post il costituzionalista Di Salvatore.
È una richiesta di modifica che potrebbe essere appoggiata anche dal M5s e incrocia anche qualche appoggio tra i siciliani di Forza Italia. Anche perché uno dei progetti di estrazione che sicuramente andranno avanti - in quanto hanno già ricevuto tutti i permessi necessari - è 'Argo 2' al largo di Gela, giacimento situato entro le 12 miglia dalla costa, gestito per il 60 per cento da Eni e per il 40 per cento da Edison. Quanto a 'Ombrina mare', il progetto di estrazione al largo di Vasto in Abruzzo, sempre entro le 12 miglia e vicino ad una riserva marina, manca l'ultimo ok: se arriva prima dell'approvazione della legge di stabilità, è fatta anche per questa estrazione, oggetto di numerose proteste nei mesi scorsi.
E poi c'è la proposta del governo di avocare alla presidenza del Consiglio tutte le scelte da fare nel caso in cui le conferenze di servizio, chiamate a decidere sui singoli permessi, finiscano in stallo per il parere negativo delle Regioni. Finora la scelta finale è nelle mani del premier: col passaggio alla presidenza del consiglio cambierebbe poco.
Sempre Alternativa Libera e Sel hanno presentato anche un altro subemendamento che punta a reintrodurre il 'piano delle aree', previsto dallo Sblocca Italia e ora cancellato. È invece una "garanzia per razionalizzare le attività petrolifere in Italia - aggiunge Di Salvatore - Il subemendamento presentato si propone non solo di reintrodurre il piano, ma anche di meglio disciplinarlo, prevedendo che alla sua elaborazione attenda la Conferenza Stato-Regioni su proposta del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell'ambiente".
Su queste proposte di modifica i No triv lanciano un appello, anzi un vero grido di allarme a tutte le forze politiche: ultimo treno per salvare pezzi di ambiente.

...oh Renzi Renzi...dove ti sei cacciato!